Vendite sottocosto

Informazioni sulle vendite sottocosto

Riguardano la vendita al pubblico di uno o più prodotti effettuata ad un prezzo inferiore a quello risultante dalle fatture di acquisto maggiorato dell'imposta del valore aggiunto e di ogni altra imposta o tassa connessa alla natura del prodotto e diminuito degli eventuali sconti o contribuzioni riconducibili al prodotto medesimo purché documentati. Si effettuano mediante comunicazione al Comune dove è ubicato l'esercizio almeno 10 giorni prima dell'inizio e possono essere effettuate solo tre volte nel corso dell'anno; ogni vendita sottocosto non può avere una durata superiore a 10 giorni e il numero delle referenze oggetto di ciascuna vendita sottocosto non può essere superiore a cinquanta. Periodo ammesso: a scelta dell'operatore.

Le vendite sottocosto sono comunque ammesse senza obbligo di comunicazione al Comune nei seguenti casi:

  1. ricorrenza dell'apertura dell'esercizio commerciale o della partecipazione al gruppo di cui lo stesso fa parte (non più di una volta ogni cinque anni);
  2. apertura di un nuovo esercizio;
  3. avvenuta ristrutturazione totale dei locali (anche se si è proceduto, prima della ristrutturazione, alla vendita di liquidazione);
  4. modifica o integrazione dell'insegna (purché queste incidano sostanzialmente sul carattere individuante della stessa);
  5. per la vendita dei seguenti prodotti:
  •  prodotti alimentari freschi e deperibili;
  • prodotti alimentari, in genere, qualora manchino meno di 3 giorni alla data di scadenza (individuabile dalla formula, riportata sulle confezioni, "da consumarsi entro") o meno di 15 alla data del termine minimo di conservazione ("da consumarsi preferibilmente entro");
  • prodotti tipici delle festività tradizionali, quando sia trascorsa la ricorrenza o la data della celebrazione;
  • prodotti "obsoleti", il cui valore commerciale sia significativamente diminuito a causa di innovazioni tecnologiche o dell'introduzione di nuove normative concernenti la produzione o la commercializzazione;
  • prodotti non alimentari difettati, dei quali sia lecita la vendita e garantita la sicurezza, o che abbiano subito un parziale deterioramento imputabile a terzi ovvero ad agenti naturali o fatti accidentali;
  • prodotti usati per dimostrazioni, mostre, fiere o prove o che, comunque, siano stati concretamente utilizzati prima della vendita.

Martedì, 10 Dicembre 2013 - Ultima modifica: Giovedì, 12 Dicembre 2013

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