Dai Castelbarco alla Serenissima Repubblica di Venezia

Dal 1200 al 1400 Ala era ancora un piccolo borgo. Furono quelli anni oscuri e difficili per la popolazione: contrasti territoriali fra le famiglie feudatarie, eserciti che percorrevano la valle, nel 1301 venne incendiato l’abitato, nel 1348 una terribile pestilenza dimezzò la popolazione.

La prima radicale innovazione portata dal dominio della Serenissima Repubblica di Venezia fu
una nuova organizzazione territoriale. Precedentemente le comunità rurali erano autonome, avevano ognuna un proprio territorio ed una vita politica ed economica indipendente, osservavano solo l’autorità del feudatario; con i Veneziani, invece, la zona venne suddivisa in Quattro Vicariati: Ala, Avio, Brentonico e Mori.
Mentre la Villalta continuò a mantenere la sua caratteristica fisionomia medioevale, la Villanova era destinata invece ad ospitare la nuova classe di forestieri che importò qualche
novità costruttiva e stilistica: è in questo secolo che famiglie quali i Taddei, i Malfatti, i Burri costruirono i primi nuclei di quelli che poi diventarono importanti palazzi. 
Le case vennero innalzate nelle piazzette della Villa Nova con elementi architettonici quali il portico e la loggia, destinati da evolversi e fissarsi nell'architettura successiva.

L'influsso veneziano

Durante tutto il periodo medioevale la città rimase nell’area di influenza, alternativamente, dei Principi Vescovi di Trento e dei Castelbarco, alleati con Verona, finché l’erede della nobile famiglia lasciò i suoi feudi della zona alla Repubblica Veneta (1411). Pochi anni dopo i veneziani occuparono anche Rovereto.

Martedì, 21 Marzo 2017

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