La Storia
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Borgo d'antiche origini romane, Ala ha da sempre rappresentato un territorio di transito, strategico sia dal punto dì vista economico che militare, perché posto sulle più importanti vie di comunicazione tra Europa e Mediterraneo.

Sull’origine dei nome Ala gli storici sono discordi: potrebbe derivare da "un 'ala" dell'esercito

romano che sì sarebbe stanziata nella zona, oppure dal tedesco "Hall", palazzo per merci, magazzino.

Entrambe le ipotesi hanno fondamento storico, dal momento che la località era segnata su una delle più importanti carte stradali romane,l'intinerarium Antoniin, come una stazione di posta, un "palatium" appunto per la sosta ed il cambio dei cavalli, difeso certamente da un presidio di soldati.

Di certo si sa che Ala venne nominata per la prima volta in un documento in periodo medievale, era costituita da una struttura bipolare: una parte più antica sorta attorno al "castrum" ed un nucleo abitato più recente, il "suburbium", situato più in basso.

il castello svolgeva una funzione difensiva ed era circondato dalla zona residenziale, mentre nel sobborgo si svolgeva la vita economica dei villaggio, all'interno degli edifici artigianali e commerciali.

 

 

E’ in epoca medievale che prende corpo la struttura urbana dell'abitato, con la tipica definizione funzionale delle varie piazze:quella di Villalta che era la sede del rappresentante del feudatario; quella di  San Giovanni che assunse il ruolo di centro della "comunitas"; il Carrubio o quadrivio, che divenne il centro del mercato e degli scambi lungo l'antica via imperiale. Lungo quest'arteria vitale sorse gradualmente la Villa Nova, dapprima soltanto centro artigianale e commerciale, poi zona residenziale abitata soprattutto dai ricchi forestieri.

La struttura bipolare dell'abitato si mantenne nei secoli, riflettendo la composizione della società urbana: da una parte i "tererj", gli antichi cittadini, impegnati nell’agricoltura di sussistenza, nella coltivazione del bosco e nella pastorizia; dall’altra i "foresi", artigiani e commercianti provenienti dall’esterno, arricchittisi con attività produttive e commerciali, che sfruttavano la presenza dell'importante arteria dell'adige e la vicinanza delle città di Verona e Bolzano.

Con l'espansione medievale e rinascimentale del centro si svilupparono anche i sistemi difensivi con l'erezione delle "bastite", torri di legno che sorgevano in una vasta ara a guasto, a sud dell'abitato, e dalle quali si poteva controllare tutta la vallata: ancora oggi la zona conserva il nome Bastie.

il centro era poi ben difeso da una serie di porte sulle strade principali di accesso: porta san Colombano verso la valbona, porta da pedemente in Via Zigatteria verso le Caigole, porta Rozza all'inizio dell'attuale viale Malfatti, porta dell'Acqua presso il ponte sul torrente Ala , porta di San Giovanni a lato della chiesa omonima e infine porta Italia, che sorgeva a lato dell'attuale ospedale.

 

Nel 500 si svilupparono la coltivazione del gelso e l'allevamento del baco da seta, attività giunte nella nostra valle già nel 400 durante la dominazione veneziana; nel secolo XVII infine iniziò pure la produzione dei velluti di seta , destinati ai mercati europei.

 

 

L'arte della seta e dei velluti modificò la città, facendone un centro economica di primaria importanza, richiamando nuovi abitanti e sollecitando trasformazioni sostanziali sia a livello urbano, sia in un ambito culturale ed artistico. Lungo il corso della Roggia sorsero otto filatoi, edifici artigianali mossi dall'energia idraulica per la preparazione del filo di seta, tre tintorie, una "garberia" per la concia delle pelli, molini, fucine e folloni; vennero costruiti interi nuovi quartieri, per ospitare laboratori artigianali, magazzini, abitazioni per i lavoranti.

Sull'antica matrice medievale si imposero notevoli interventi di ristrutturazione e di abbellimento delle antiche residenze: i palazzi dei mercanti imprenditoriali di velluto sono ancora oggi testimonianze maestose di quel periodo di ricchezza.

Nel corso del 600 e del 700 la città di Ala visse dunque il massimo del proprio splendore economico ed un intenso fermento culturale.

A partire dalla seconda metà del 1800 avvenne un rapido cambiamento nell'assetto economico, contrassegnato dalla crisi del settore della seta e dall'emergere di nuove attività commerciali, legate alla costruzione della ferrovia del Brennero. Ala divenne tra la fine Ottocento e inizio Novecento stazione internazionale: la presenza delle dogane italiana ed austriaca, delle rispettive Guardie di Finanza, di grandi aziende di spedizione e di strutture alberghiere fu sostanziale per una rinascita della città.

Testimonianze di questa nuova stagione d'espansione e crescita culturale,interrotto dallo scoppio della Grande Guerra, sono il Teatro, la Biblioteca, la Società Musicale. La fine della guerra e l'annessione del Trentino all'Italia coincise con il venire meno della centralità del territorio alense, inteso come frontiera e passaggio nodale dei grandi traffici europei.

 

I palazzi amati da Mozart

Situati lungo l'attuale via Santa Caterina, i palazzi de’ Pizzini sono due imponenti costruzioni che richiamano l'epopea dei velluti e della seta.

I Pizzini, originari di Castellano, giunsero ad Ala verso la fine del Cinquecento per svolgervi l'attività di "molinarj". Successivamente, grazie alla fiorente attività tessile, la famiglia visse un lungo periodo di splendore che diede origine al progetto dei due palazzi.

La più antica delle due strutture, quella che si affaccia verso via Nuova, risale alla seconda metà del XVII secolo ed è attualmente sede del Museo del Pianoforte Antico e dell'Accademia Internazionale di interpretazione musicale su strumenti d’epoca.

Il secondo palazzo de’ Pizzini, anticamente unito al primo da un passatizio, è uno dei più autorevoli esempi di architettura barocca della Vallagarina.

Vi soggiornarono tra i tanti Francesco I e Maria Teresa d'Austria, numerosi altri imperatori e principi, oltre ad intellettuali ed artisti tra i quali W A. Mozart, nei suoi numerosi viaggi e soggiorni italiani.

I palazzi della nobiltà alense
Palazzo Angelini e palazzo de Gresti rappresentano ancora oggi le vestigia di un passato ricco di fascino e di significati storici legati in particolare all'epoca dei velluti, quando Ala assunse al titolo di vera e propria "città"

La struttura attuale di Palazzo Angelini risale al '600 anche se il nucleo originario risale al XV secolo quando la struttura formava un unico complesso abitativo con l'adiacente palazzo de Gresti e l'edificio fronteggiante, ornato dalla settecentesca fontana del Mosè.

Due lapidi ricordano che il palazzo ospitò importanti personaggi in viaggio tra l'Italia e l'Europa: Carlo V (1541- 1543), Massimiliano Il (1548), Carlo VI (1711).

Giuseppe II, durante una visita alle fabbriche di velluti Angelini esaudì le richieste dei vellutai, diminuendo la tassa di esportazione e concesse ad Ala il titolo di "città".

Palazzo de' Gresti, lungo l'antica via Carrera, è invece un esempio interessante dì architettura tardo-barocca con un facciata dai lineamenti essenziali impreziosita da un maestoso portale settecentesco. Gli interni riassumono i tratti di un passato nobiliare con legni intarsiati, stucchi, ricche decorazioni e le pitture di Gresti.

Il palazzo, sede nel '600 e nel '700 della giurisdizione civile del Vicariato e residenza del Capitano di Giustizia, era collegato alle prigioni attraverso un passaggio che attraversava via Carrera.

Nel cuore della città di velluto

Centro politico e religioso della città, piazza San Giovanni ospita da sempre le strutture più rappresentative della comunitas alense ad iniziare dalla sede municipale, la chiesa di San Giovanni, il palazzo Malfatti - ora Azzolini.

Salendo verso via Roma si trova palazzo Zanderighi, ora sede della biblioteca comunale, che ospitò nel 1565 San Carlo Borromeo e quindi proseguendo dalla Villalta si raggiunge la fontana della Gioppa dove è scolpita un'ala, stemma della città, e la chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta,

struttura che ha mantenuto nel corso dei secoli una funzione simbolica e rappresentativa per tutta la comunità. Di origini antichissime (venne nominata per la prima volta nel 1178), è considerata dagli storici come una cappella annessa all'antico castello distrutto nell'ambito delle lotte medievali che divisero i Principi Vescovi di Trento e i Castelbarco.

A sud del centro abitato, attraverso una suggestiva passeggiata nel centro storico si raggiunge la Chiesetta di San Pietro in Bosco, la cui leggenda narra che lì Teodolinda, figlia dei duca di Baviera, Garibaldo, si sia incontrata con il suo futuro sposo Autari, terzo re dei Longobardi.

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A nord si erge maestoso il santuario di San Valentino, antico luogo di culto situato lungo il percorso che costeggia l’antica "strada romana"

Palazzi e Musei
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Risalente al periodo veneziano (XV Sec.), palazzo Taddei rimane una testimonianza della vitalità della classe forestiera di un tempo, l'unica che poteva concedersi di costruire o ingrandire le proprie abitazioni.

Inserito nell’antica via di Villanova, il palazzo seicentesco presenta una facciata semplice ed austera con portale squadrato e simmetriche finestre di identico disegno.

Contrasta con questa severità la facciata sul cortile interno dove troneggia un antico pozzo del '500 in pietra lavorata. Nel 1810, proprio tra queste mura, vi sostò il capo della rivolta sudtirolese Andreas Hofer prima dì essere giustiziato dai francesi a Mantova.

All'inizio di via Santa Caterina, troviamo palazzo de’ Pizzini - di Lenna che ha riservato il piano terra al Klaviermuseum, un'esposizione permanente di pianoforti antichi della collezione Vesselinova, aperta per visite e concerti la prima domenica di ogni mese su prenotazione. Si possono ammirare strumenti dei più famosi costruttori europei dei tempi di Mozart, Beethoven e Chopin, fino agli ultimi anni del XIX secolo.

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Il Museo propone inoltre una stagione di concerti, mostre ed un Laboratorio di studio e restauro, in collaborazione con il "Centre International du Pianoforte et de la Harpe - AD LIBITUM" di Besan, diretto dal M° Alain Roudier, docente di Storia del Pianoforte a Parigi.

Il palazzo conserva inalterata l'affascinante cornice che dalla metà dei '600 ha destato l'ammirazione di artisti, nobili, principi e persino sovrani nonchè la

magica atmosfera di quei tempi ricreata dalla musica dalla voce degli strumenti perfettamente restaurati.

Nel palazzo sostarono importanti personaggi, come Carlo III di Spagna (1708) e Carlo VI (1714). Napoleone Bonaparte vi passò la notte dal 3 al 4 settembre 1796, durante la prima invasione francese del Trentino.

 

Ala città di velluto
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Nella riscoperta della sue origine e della sua storia, Ala cerca di rivivere la grande stagione della seta, della bachicoltura e dei meravigliosi velluti ottenuti da questo pregiato prodotto. Durante l’estate la città organizza una serie di manifestazioni con l’allestimento di spettacoli che fanno sosta nelle vie del centro storico, nelle splendide cornici dei palazzi settecenteschi che accolsero principi e regnanti, con artisti e musicisti di fama internazionale.
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Attori, musici e cantanti raccontano ai visitatori questa leggenda che fece di Ala un centro rinomato a livello mondiale. I palazzi signorili e le corti sono animati dagli antichi mestieri di un tempo, le guide in costume accompagnano i turisti nelle visite nel centro storico, mentre nelle antiche locande allestite per l’occasione, valenti cuochi ripropongono i piatti tipici della cucina settecentesca.
I dintorni
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Appena superato il perimetro dei centro storico, il visitatore è colto dal paesaggio vitato che caratterizza ancora oggi la pianura alense. Interessante a riguardo l'ampia vallata che contraddistingue l'abitato di Serravalle, anche se, i dintorni di Ala riservano altre sorprese come la suggestiva visuale dal Santuario di San Valentino, l'antica torre medievale di S. Margherita, il caratteristico campanile barocco di Pilcante ed i ruderi di Castel Saiori con le Chiesette di S. Lucia e S. Cecilia di Chizzola.
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I Monti Lessini, a ridosso della pianura veneta, rappresentano poi un'oasi alpina di interessante richiamo con moltissime possibilità di escursioni, visite agli alpeggi oppure, più semplicemente, diverse occasioni di quiete tra la pace e l'armonia dei faggi secolari.
Da visitare all’inizio della Valle di Ronchi, la Fucina Cortiana, antico molino, trasformato successivamente in officina con maglio ad acqua, utilizzata fino a qualche tempo fa per la produzione di attrezzi da taglio particolarmente utili per l’attività economica legata all’utilizzo del bosco.
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Ronchi, punto di partenza per magnifiche ascensioni ed escursioni nelle Piccole Dolomiti è un piccolo centro turistico, ideale nel periodo estivo per chi ama il sereno e tranquillo riposo a contatto con la natura
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Tempo libero, sport e non solo
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La città di Ala, collocata da sempre lungo le maggiori vie di comunicazione europee, è raggiungibile comodamente con tutti i mezzi di trasporto sia da Sud che da Nord tramite la Statale 12 del Brennero, l'A22 (uscita Ala - Avio e Rovereto Sud), la Ferrovia ed un ottimo servizio pullman da Rovereto e Trento.

Nel territorio del comune operano inoltre diversi alberghi con diversi posti letto, oltre a numerosi appartamenti in affitto, agriturismo, una piscina coperta con solarium, campi da tennis, un campo polivalente di schettinaggio, uno stadio ed altri impianti sportivi, un cinema teatro con un ricco cartellone di spettacoli e proiezioni, ristoranti tipici

 

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negozi di ogni tipo, rifugi alpini e malghe, dove è anche possibile acquistare direttamente i prodotti dell'alpeggio.

Una vacanza ad Ala può dunque coniugare le caratteristiche del turismo culturale con l'escursionismo, la pratica degli sport alpini e la quiete di una vacanza in completo relax.

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