Trekking Urbano di Ala

Seguendo le indicazioni per il Municipio, si arriva in Via Anzelini dove è possibile parcheggiare la macchina per poi proseguire a piedi. In Piazza S. Giovanni troviamo l’Ufficio Attività Culturali, Turistiche e Sportive del Comune, dove possiamo avere maggiori informazioni per organizzare i nostri itinerari.
La piazza ha una forma squadrata e fu sempre, fin dal Medioevo, sede del potere comunale e religioso: già nel ‘300 vi sorgevano sia la chiesa di San Giovanni, più volte rimaneggiata, sia la sede dell’antica Comunitas, ora Municipio. Domina la piazza la facciata dell’imponente Palazzo Malfatti Azzolini.

Proseguendo in salita lungo Via Roma, ci accoglie ancora una schiera di case antiche; sulla sinistra il palazzo che ospitò il Monte di Pietà e il Ginnasio; sulla destra la sede della Biblioteca Comunale.

Al bivio con la fontana del Mandolin (dove vale la pena alzare gli occhi per osservare l’interessante scorcio tra le case dove sbuca il campanile della chiesa parrocchiale), giriamo a sinistra e raggiungiamo la Piazza don Alfonso Bonacquisto, unico spazio aperto di ampio respiro tra le maglie della densa rete degli edifici sorti ai piedi dell’antico
castello. Le case, strette una all’altra, si affacciano sui cortili interni e sui vicoli, chiusi un tempo da solidi portoni, le pareti esterne sono massicce; l’asperità del luogo e la vicinanza del castello rendevano la Villalta una zona sicura e difesa. Dopo la distruzione del castello la Villalta rimase la sede del potere feudale. Chi vuole avere un’ampia vista sui tetti di Ala e sulla Vallagarina, può salire fino al piazzale della Chiesa Parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta.

Tornando sui nostri passi, attraversando Piazza Bonacquisto e scendendo a sinistra, possiamo dissetarci alla Fontana della Gioppa; sulla pietra bianca dell’alveo è scolpita un’ala, simbolo della Comunità.
Per Via Vicentini si scende velocemente alla contrada della Roggia. Qui un tempo sorgevano tutte le strutture artigianali: mulini, segherie, concerie, tintorie, filatoi, folloni erano tutti situati qui, presso il torrente Ala e lungo il canale costruito nel Medioevo per dare con l’acqua il movimento alle ruote idrauliche. 

Siamo vicini alla Villa Nova, la parte più bassa del centro urbano, abitata da artigiani, imprenditori, mercanti; per lo più forestieri, dato che i “tereri”, prevalentemente boscaioli e contadini, risiedevano nella Villalta. La stretta Via Vellutai si apre improvvisamente sull’antico Carrubio. La piazzetta, dominata dall’imponente portale di Palazzo Angelini e dalla settecentesca fontana del Mosè, è il punto di incrocio tra le strade che collegano Verona a Trento, la Villalta alla Villa Nova, la zona residenziale della città a quella commerciale.
Lungo la Via Nuova incontriamo ancora i Palazzi Malfatti (ora Scherer) e Taddei.

Percorrendo l’ultimo tratto di Via Nuova e la Via Bresciani ci troviamo in Piazza Giovanni XXIII, recentemente ristrutturata ma il cui aspetto originario risale alla seconda metà dell’800, quando essa acquistò maggiore importanza, diventando zona di collegamento tra il centro abitato e la ferrovia da poco costruita.
La piazza divenne un “passeggio pubblico”; abbattuta la Porta Italia che la chiudeva verso sud, furono costruiti l’Ospedale Civico (1844) e la Scuola Elementare (primi ‘900). In Piazza Giovanni XXIII si trova anche la Chiesa di San Francesco.

Seguendo la Via Gattioli ci addentriamo in uno dei quartieri sviluppatisi nel Seicento a corona del centro medievale, quando la città crebbe a dismisura per l’allevamento del baco, la produzione e filatura della seta, la lavorazione al telaio di pregiati drappi di velluto.
Nell’antica piazzetta Burri ci accolgono una casa con altana, una fontana del ‘600 e la facciata settecentesca di palazzo de’ Pizzini, ornata di finestre con cimasa barocca, dove spicca l’affresco cinquecentesco di scuola veneta.

Tornando sui nostri passi, seguiamo le trottatoie di via Torre; a destra lasciamo Palazzo Pandolfi (ex Convitto Comunale), a sinistra palazzo Malfatti, e poi ancora la facciata stretta e austera di casa Bresciani Borsa. Ci troviamo ora in piazzetta Erbe, che si trova all’incrocio delle vie che salgono dalla Villa Nova verso la Villalta. Vale la pena, prima di rientrare in Piazza San Giovanni, fare una breve deviazione e scendere lungo la stretta e ripida Via Carrera, dove si affacciano alcuni edifici interessanti, tra i quali il seicentesco Palazzo Gresta.
Ora possiamo tornare in Piazza San Giovanni dove si conclude il nostro itinerario.

Martedì, 04 Aprile 2017 - Ultima modifica: Giovedì, 06 Aprile 2017

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