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I risultati di "Fermenti": nuove idee per riempire i negozi vuoti. Il 73% dei proprietari favorevole a contratti di locazione innovativi

Tutti possono concorrere a contrastare lo svuotamento del centro storico di Ala: se non è realistico pensare che in un batter d'occhio possano riaprire una trentina di negozi, dall'altra però ci sono numerose altre strade per portare in centro nuove attività. Reti di associazioni, contratti di locazione innovativi e nuovi usi delle vetrine possono essere strade da percorrere per riaccendere luci in centro. È questo il messaggio che Margherita Delmonego e Luca Pinnavaia, incaricati dall'amministrazione nel progetto Fermenti, hanno indicato al Comune al termine della prima fase della loro ricerca.
Data di pubblicazione:

7 Ottobre 2019

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L'indagine "Fermenti, progetti per il riuso degli spazi del centro storico di Ala" ha avuto come obiettivo quantificare i "vuoti" ad Ala, ossia capire quanti sono e dove si trovano gli spazi inutilizzati ad uso commerciale del centro storico, contattare e intervistare i proprietari e infine suggerire alcune ipotesi di lavoro. Il concetto chiave è "invertire il trend", invertire la tendenza alle chiusure di negozi e altri spazi. Delmonego e Pinnavaia hanno svolto un'indagine precisa, fornendo una mappatura degli spazi vuoti e sottoutilizzati in centro storico. Gli spazi vuoti mappati sono 33 (sarebbero 31 allo stato attuale, ma due sono in via di chiusura). La maggior parte di questi potrebbero essere riattivati in poco tempo, senza richiedere interventi di ristrutturazione straordinari. Questa trentina di vuoti si concentrano soprattutto sul'asse di via Nuova (14 spazi, in particolare all'inizio e alla fine della via) e quello di via Carrera e via Battisti (12 spazi): "segno di uno sviluppo economico e urbano che ha radici nella storia della città ma che riflette scarsamente l'ordine d'uso attuale", scrivono Delmonego e Pinnavaia. I due, oltre a interfacciarsi con altri enti (Unione Commercio, Laboratorio di rigenerazione urbana di Rovereto, Associazione artigiani) hanno contattato e laddove possibile intervistato con un questionario i proprietari degli spazi attualmente vuoti. La gran parte è interessato a riattivare il proprio spazio; il 73% si è detto disponibile a intraprendere soluzioni alternative alla locazione classica (ad esempio canone calmierato, contratti transitori, canone gratuito in cambio di alcuni lavori, canone d'uso oneroso). Il 77% si è detto favorevole a concedere lo spazio ad enti rilevanti per la comunità (associazioni, cooperative, gruppi di cittadini).

          "Il tema dei vuoti e del declino del centro storico è vissuto come un problema, una nota negativa - dicono Delmonego e Pinnavaia - la prospettiva va cambiata, gli spazi vuoti vanno visti come un'opportunità per iniziare la rigenerazione di Ala, e tutta la comunità può promuovere questo cambiamento". Anche il fare rete con altre città che vivono lo stesso problema, seppure in modo diverso (Trento, Rovereto) può essere fondamentale, anche per strutturare progetti e cercare finanziamenti. I due ricercatori nei giorni scorsi hanno presentato il progetto Fermenti allo Iuav, l'Università di architettura di Venezia durante un incontro promosso dal maste U-Rise.

          I due professionisti hanno consegnato la loro indagine e indicato all'amministrazione alcune ipotesi di lavoro su cui proseguire, e che verranno valutate.

          L'amministrazione di Ala crede in questo progetto e vuole andare avanti: “Il commercio – afferma il sindaco Claudio Soini - è l'anima di un centro storico, lo arricchisce, lo valorizza, lo riqualifica, lo fa frequentare dalla gente, evita lo spopolamento, aumenta la qualità di vita di chi ci vive. Purtroppo il nostro centro patisce questo fenomeno a causa della crisi economica, di modi di acquisto diversi (centri commerciali, ecc.). Noi abbiamo cercato di attivare politiche nuove per rilanciare e riqualificare il nostro importante centro. Abbiamo individuato nella cultura un volano di crescita (cito il polo museale, previsto nel protocollo d'intesa con la Provincia), abbiamo promosso incentivi "fiscali" (per le attività commerciali in essere Imis e Tari ridotte del 50%), contributi a fondo perduto per l'abbellimento delle facciate, il rifacimento di pavimentazione delle vie cittadine. Abbiamo fatto un passo in più, pensando ad un progetto di rigenerazione urbana per provare ad incrementare la presenza commerciale nel centro storico di Ala, mappando gli spazi commerciali inutilizzati e contattando i proprietari provare a capire se ci sono possibilità di locare tali spazi a prezzi calmierati. In questi spazi inutilizzati possono essere sistemate nuove botteghe, piccoli laboratori artigianali, laboratori d'arte, spazi culturali, coworking e per fare questo abbiamo dato fiducia a dei giovani professionisti laureati in materia di  rigenerazione urbana”.

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Ultima modifica:
7 Ottobre 2019