Cos'è
In sintonia con le scene e i costumi di Antonio Petris, e per i danzatori della Compagnia Fabula Saltica, da lui guidata, il coreografo Claudio Ronda ha immaginato una sobria situazione fantastica, prosciugata da ogni eccesso, ambientata nell’Italia degli anni ’60.
Nel proprio allestimento Claudio Ronda rovescia il concetto dell’affermazione raggiunta solo nella sofferenza e stabilisce invece una stretta relazione e una sintonia con la sensibilità e le conquiste personali. L’essenza della storia rimane, anche se la fata madrina diventa un’abile sarta; non ci sono zucche né topi disneyani; a perdere la scarpetta è una giovane più vicina al mondo reale, non più una vittima, ma una donna consapevole protagonista delle proprie scelte. È una storia familiare contemporanea, dove una ragazza, vessata da matrigna e sorellastre a tratti buffe, lasciata in disparte dalla società laboriosa e arrivista, ricerca e trova una propria realizzazione personale con l’aiuto della danza e del vero amore.
Lo spettacolo, con inserti “da” e richiami “al” titolo omonimo di Gioacchino Rossini e musiche appositamente composte, è anche un sentito omaggio all’arte del compositore. Per la colonna sonora, Ronda utilizza pagine scelte da varie opere buffe, prive delle parti vocali ma piene dell’ironia e dello smalto che caratterizzano lo stile rossiniano, in contrappunto ad altre composizioni dello stesso autore e alternate a musiche originali di Simone Pizzardo.