Descrizione
Domenica 14 luglio Concerto inaugurale della IX edizione del
FESTIVAL ALA CITTA’ DI MUSICA
In programma un concerto d’eccezione intitolato “IL TITANO”
L’ esecuzione della Prima Sinfonia di Gustav Mahler nella versione cameristica di
Klaus Simon, preceduta dall’ Idillio di Sigfrido di Richard Wagner
Ospite straordinario insieme a I VIRTUOSI ITALIANI, il milanese PIETRO
BORGONOVO direttore d’orchestra e musicista di grande esperienza e sensibilità.
Ala, 8 luglio 2024 – Torna anche quest’anno ad Ala, in Trentino, il tradizionale appuntamento
con la musica classica d’estate. Dal 14 luglio al 2 agosto, nel centro storico della città trentina, si
terrà il Festival Ala Città di Musica 2024, giunto quest’anno alla sua IX edizione, un’occasione
per ascoltare grandi interpreti, attraverso diversi generi musicali, proponendo concerti nei luoghi
più suggestivi, ricchi di arte e cultura della Città di Ala.
La IX edizione del Festival Ala Città di Musica dopo la Festa del Velluto, si apre Domenica
14 luglio, alle ore 20.30, nel suggestivo Cortile di Palazzo Taddei, con un grandioso programma
dal titolo “IL TITANO”.
Una serata magica, che si aprirà con il celeberrimo Idillio di Sigfrido di Richard Wagner e
proseguirà con l’esecuzione dell’immensa Sinfonia n. 1 “IL TITANO” di Gustav Mahler, che la
pensò per un’orchestra di dimensioni davvero titaniche. Per poter avvicinarsi a questa partitura I
VIRTUOSI ITALIANI, diretti per l’occasione dal Maestro Pietro Borgonovo, ricorrono alla
riscrittura per un numero minore di esecutori curata nel 2008 da Klaus Simon, nel rispetto del
significato musicale ed espressivo dell’originale.
Gustav Mahler, il grande compositore e direttore d’orchestra che ha illuminato la fine del
secolo diciannovesimo con una musica fondata su nuove sonorità, cariche di espressione in ogni
nota. Sensibile interprete di un mondo in crisi e prossimo alla dissoluzione, portò il linguaggio
romantico a uno sviluppo estremo, aprendo la strada alla musica del Novecento.
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La Prima Sinfonia, composta nel 1888 e presentata a Budapest nel 1889 illustra l’immensa e
personalissima creatività di Mahler, la sua capacità di coniugare il pensiero lirico con quello
sinfonico, in un’opera che, come disse l’autore stesso, «Conduce con il primo suono in mezzo alla
natura: nel bosco, dove la luce del sole estivo scintilla, tremolando tra i rami».
Arnold Schönberg, grande sostenitore della musica di Mahler, promosse per primo nel 1918 la
versione per gruppo da camera delle grandiose opere sinfoniche di Mahler, allo scopo di facilitarne
la conoscenza, rispettando la forma e la tonalità della tradizione e aprendosi ad una innovativa idea
cosmica del suono.
Particolarmente importanti sono le vicende della genesi della Sinfonia, che attraversò numerosi
e dissimili stadi prima di raggiungere la veste oggi comunemente diffusa. Mahler sottopose la
partitura a continue revisioni: da poema sinfonico in due parti; quindi, di un brano dotato di un
preciso percorso narrativo ispiratogli dal romanzo Der Titan dello scrittore romantico Jean Paul, lo
trasformò negli anni alla ricerca di una maggiore coerenza musicale, fino a raggiungere la
suggestiva veste che oggi conosciamo, un canto di lode della primavera tedesca e delle forze
primaverili dell'anima tedesca. Come riporta il programma di Budapest, nel primo movimento
Mahler intendeva infatti rappresentare una "primavera senza fine", ossia «il destarsi della natura dal
lungo sonno invernale». Musica d'atmosfera, quindi, destinata a trasformarsi nel corso della
composizione e ad acquistare, nell'ultimo movimento, il carattere liberatorio di una sfida
prometeica. L'opera tende, infatti, verso il gigantesco finale che rievoca i movimenti precedenti
attraverso precisi richiami tematici, come avviene nella Nona di Beethoven. Ma non è estraneo a
questa partitura il ricordo della Pastorale: il senso della natura impregna tutto il primo movimento,
echeggiante di richiami boscherecci, ritmi di danza, versi di uccelli, in particolare quello del cuculo,
che assurge quasi a motivo conduttore. Tutte le sinfonie di Mahler, a partire dalla prima, sono fatte
essenzialmente di memoria. Memoria autobiografica e collettiva; dunque: oceanica, smisurata. I
loro corpi enormi contengono, sparsa in frammenti che vanno alla deriva di uno sterminato oceano
di suoni, la memoria di ogni cosa.
Quando nel mese di dicembre del 1870 Wagner completò l’Idillio di Sigfrido, aveva ormai
raggiunto una certa tranquillità sia a livello professionale che familiare. La protezione del re
Ludovico II di Baviera che, essendo un grande ammiratore della sua musica, gli aveva dato la
possibilità di mettere in scena le sue opere senza badare a spese, e la conoscenza di Cosima Liszt,
figlia del grande pianista e compositore ungherese avevano restituito al compositore quella serenità
necessaria per continuare a lavorare al grande progetto del Ring.
Wagner, innamoratissimo della moglie che fu l’unica donna capace di comprendere pienamente
la sua arte, decise di farle un regalo sorprendente quanto originale: la mattina del 25 dicembre 1870,
giorno in cui Cosima era solita festeggiare il suo compleanno pur essendo nata in realtà il 24
dicembre 1837, la donna fu svegliata da una musica dolcissima proveniente dalle scale della villa di
Tribschen sul lago di Lucerna, dove la famiglia si era stabilita. Un quintetto d’archi, diretto dallo
stesso Wagner, stava, infatti, eseguendo l’Idillio di Sigfrido in onore di Cosima che mai avrebbe
immaginato un regalo così romantico da parte del marito.
Emblema della serenità familiare ormai raggiunta, l’Idillio di Sigfrido, il cui titolo è in onore
del terzogenito Siegfried e non dell’eroe del Ring, è una raffinatissima pagina di musica da camera
in cui vengono ripresi alcuni elementi tematici, tratti dalla Tetralogia, qui rielaborati
contrappuntisticamente.
Per informazioni e prenotazioni: https://www.ivirtuositaliani.eu
cell. 392 7178741 - 347 3818293.
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Programma
Domenica 14 luglio · ore 20.30
IL TITANO
I VIRTUOSI ITALIANI
PIETRO BORGONOVO direttore
R. Wagner Idillio Sigfrido
G. Mahler Sinfonia n. 1 (Versione Klaus Simon)
PIETRO BORGONOVO. Nato a Milano, Pietro Borgonovo si distingue nella direzione di produzioni sinfoniche
e operistiche. Da segnalare la presenza al Salzburger Festpiele alla guida del Klangforum Wien e dell’Arnold
Schoenberg Chor, al Maggio Musicale Fiorentino, alla Biennale di Venezia, al Ravenna Festival. Dirige al Teatro di
San Carlo di Napoli, alla Semperoper di Dresda, all’Arena di Verona, al Teatro dell’Opera di Roma, al Teatro La Fenice
di Venezia, al Teatro Carlo Felice di Genova, al Teatro Lirico di Cagliari, al Teatro Verdi di Trieste e le principali
orchestre in Italia, Europa e Stati Uniti.
La Fondazione Teatro La Fenice di Venezia gli affida la direzione della prima mondiale dell’opera Medea di
Adriano Guarnieri. Allo spettacolo è stato assegnato il Premio Abbiati 2003 e la motivazione metteva in risalto la
"raffinata esecuzione musicale e scenica che ha restituito l’audace ricercatezza della concezione compositiva e
multimediale".
Giovanissimo si impone quale solista di oboe sulla scena mondiale. Allievo di Heinz Holliger alla Musikhochschule
di Freiburg, si esibisce nelle principali sale e nei maggiori festival internazionali: Teatro alla Scala, Salzburger
Festpiele, Biennale di Venezia, Musikverein di Vienna, Festival d’Automne di Parigi, Carnegie Hall di New York, Sala
Grande del Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, Filarmonica di San Pietroburgo. Pietro Borgonovo è Direttore
Artistico della Giovine Orchestra Genovese e dal 2003 Direttore Artistico del Concorso Internazionale di Musica G. B.
Viotti di Vercelli.
I VIRTUOSI ITALIANI. Sono una delle formazioni più attive e qualificate nel panorama musicale
internazionale, regolarmente invitata nei più importanti teatri, festival e stagioni in tutto il mondo. Viene loro
riconosciuta una particolare attitudine nel creare progetti sempre innovativi, una costante ricerca nei vari linguaggi,
oltre all’eccellente qualità artistica dimostrata in anni di attività.
Numerose sono le collaborazioni con solisti e direttori di rilevanza internazionale. Hanno collaborato
all’allestimento dell’Apollon Musagete di Stravinsky con il New York City Ballet; nel 2001 hanno eseguito tutte le
opere in un atto di Rossini per l’Opera Comique di Parigi e hanno tenuto due concerti al Konzerthaus di Vienna.
I Virtuosi Italiani si sono esibiti per i più importanti teatri e per i principali enti musicali italiani quali il Teatro alla
Scala, il Teatro La Fenice, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la GOG di Genova, l’Unione Musicale di Torino,
l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, il Teatro alla Pergola di Firenze, la Società Filarmonica di Roma, il
Teatro Rossini di Pesaro, la Società del Quartetto di Milano e molti altri.
Tra gli impegni più rilevanti ricordiamo il Concerto per il Senato della Repubblica Italiana e teletrasmesso in diretta
da RAI 1, il “Concerto per la Vita e per la Pace” eseguito a Roma, Betlemme e Gerusalemme e trasmesso dalla RAI in
Mondovisione, il Concerto presso la Sala Nervi in Vaticano alla presenza del Papa.
Recentemente “ARTE CONCERT KLASSIK” ha registrato live un concerto de I VIRTUOSI ITALIANI, con
solista Wayne Marshall dal Teatro Olimpico di Vicenza per i 1600 dalla fondazione di Venezia.
Numerose sono poi le tournée all’estero, con concerti nelle più importanti sale del mondo: Francia (Festival Pablo
Casals di Prades, Festival Berlioz, Aix-en-Provence, Bordeaux), Germania, Svizzera, Spagna, Portogallo, Inghilterra
(Londra Royal Albert Hall), Polonia, Lituania, Lettonia, Finlandia, Slovenia (Festival Internazionale di Lubiana),
Russia (San Pietroburgo Sala Filarmonica, Mosca Sala Grande del Conservatorio Tchaikovsky, Sala Tchaikovsky della
Filarmonica), Turchia, Iran, Corea, Stati Uniti d’America (New York, Los Angeles, Philadelphia), Paesi Baltici.
L’attività discografica è ricchissima, con più di 100 cd registrati per le maggiori case discografiche ed oltre 500.000
dischi venduti in tutto il mondo.
L’ultima registrazione per la prestigiosa casa discografica DEUTSCHE GRAMMOPHON, dedicata a una
monografia di Morten Lauridsen, è stata pubblicata nel settembre 2018. Nel mese di giugno 2019 ha ricevuto la
nomination degli OPUS CLASSIC AWARDS 2019, il più importante premio per la musica classica in Germania.
Nel 2018 I VIRTUOSI ITALIANI hanno realizzato un CD con le più famose ouverture dalle opere di Rossini per il
150° anniversario dalla morte.
Nel dicembre 2021 è stato assegnato il DIAPASON D’OR DE L’ANNEE 2021 a I VIRTUOSI ITALIANI, diretti da
Corrado Rovaris con i tenori Lawrence Brownlee e Michael Spyres, per il CD WARNER CLASSICS - ERATO,
interamente dedicato a Rossini intitolato “AMICI & RIVALI”.
La loro attenzione e ricerca verso esecuzioni storicamente informate, li ha condotti a esibirsi nel repertorio barocco e
classico anche su strumenti originali.
Proprio in quest’ambito sono usciti i DVD per UNITEL CLASSICA delle opere di G.B.Pergolesi “Il Prigionier
Superbo”, “La Serva Padrona” e “La Salustia”, dirette da Corrado Rovaris e di G. B. Spontini “La Fuga in Maschera”
sempre diretta da Corrado Rovaris.
Nel segno della versatilità e dell’attenzione riservata ad una scelta di repertorio mirato al coinvolgimento di un
pubblico sempre più vasto con una particolare attenzione ai giovani, significativo è, inoltre, l’interesse da sempre
dimostrato dal gruppo per il repertorio di confine. Da qui la nascita di collaborazioni e progetti con artisti come Franco
Battiato, Goran Bregovic, Uri Caine, Chick Corea, Paolo Fresu, Ludovico Einaudi, Michael Nyman, Cesare Picco,
Enrico Rava, Antonella Ruggiero, Gianluigi Trovesi, Richard Galliano e molti altri.